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Atelier d’arte contemporanea “Andy Superstar”, l’ideatrice Calabrese: “Fusione tra infanzia ed arte”

Atelier d’arte contemporanea “Andy Superstar”, l’ideatrice Calabrese: “Fusione tra infanzia ed arte”

Atelier d’arte contemporanea “Andy Superstar” all’AXRT Gallery di Avellino. Di seguito, proponiamo l’intervista alla dott.ssa Marianna Calabrese, ideatrice del progetto, esperta nella gestione dei beni e delle attività culturali e fondatrice dell’associazione Zigarte.

 

Dottoressa come è nata questa idea?

“Sono un’appassionata delle arti e delle idee. Dalle primissime scelte in campo lavorativo, ho sempre cercato di far conciliare il “pensare” al “fare”, facendo prevalere, quando mi è stato possibile, il “fare”! Fino a pochi anni fa, i progetti artistico-culturali pensati e realizzati si rivolgevano al cosiddetto mondo degli adulti. Da quando sono mamma, il mio baricentro è radicalmente cambiato ponendomi in una posizione diversa rispetto alla ricerca del “bello” e di “fare esperienza”. Come ieri, sono contraria all’idea di consacrare l’arte bella, di separarla dagli oggetti e dalle scene dell’esperienza quotidiana e cerco di contrastare la volontà di stabilire che un certo valore-significato può essere compreso solo da qualcuno e non da tutti. Oggi però, vorrei mettere in circolo un’energia volta più a costruire più che a sensibilizzare, capace di incontrare il mondo dell’infanzia, il vero humus che può aiutare il cambiamento positivo della società tutta. Investigando forme di costruzione, in grado di favorire “valori positivi”, è nato il progetto culturale di avvicinare i bambini all’arte attraverso atelier/laboratori/spettacoli/concerti/happeninig da scoprire, leggere, guardare, sentire, FARE, con le proprie capacità e potenzialità, mediante l’utilizzo di  linguaggi e strumenti diversi che non sono oggetto dell’educazione educativa, ma medium che attivano percorsi di conoscenza, allo scopo di rendere il bambino consapevole e partecipativo, parte di un’“esperienza creativa” che diventa “esperienza “naturale”.  Questo percorso di ricerca è iniziato un paio di mesi con ZIGOZOOM, un evento di cinque giorni che ha avvicinato i bambini all’arte cinematografica, realizzato grazie alla collaborazione con il Cinema Partenio; poi ha preso forma l’Atelier d’arte contemporanea “Andy Superstar” in collaborazione con AXRT Gallery Contemporary Art, in occasione di Fate Presto Pop Art, una mostra delle opere più rappresentative dell’artista statunitense Andy Warhol , curata da Stefano Forgione”.

 

Un atelier d’arte per bambini… Ci vuole descrivere il “significato” creato da  questa “esperienza”?

“Ho scritto e curato il monologo/intervista affidato all’interpretazione del giovane attore Michelangelo Belviso, particolarmente vicino al linguaggio dei bambini e sorprendentemente “pop” nelle sue perfomance di scena. Ad una platea di piccole aspiranti Superstar, raggruppate in orari differenti rispetto a due fasce d’età (4/6 e 6/10 anni), e in ascolto del loro stesso grido facciamo arte!!!, è apparso un Andy Warhol ringiovanito alla ricerca di nuovi talenti per la sua factory: raccontando la storia affascinante della sua vita, il significato “artistico/non artistico” delle sue opere, la sua concezione personale dell’arte; i bambini, che si sentono tutti superstar, sono stati ben contenti di ascoltarlo, anche in ragione di ciò che li attendeva alla fine del monologo e della visita guidata in galleria, ovvero un happening artistico entusiasmante. In questa “esperienza” il “significato” viene creato dai bambini ed è sempre diverso. Ad ogni atelier, ciascuno di loro partecipa esprimendo le proprie curiosità, il proprio pensiero sull’arte, la propria creatività nello spazio dedicato alla creazione di un’opera collettiva. Una bambina, lasciando il proprio disegno dedica, ha scritto “l’arte è vita”, manifestando il valore che si cerca di sostenere lungo il percorso di un’ora: credere nella “bellezza” della scoperta e assecondare l’energia che alimenta la “passione”.

 

Dunque possiamo dire che questo Atelier è un progetto educativo?

“Si, come ZIGOZOOM, e altri atelier/laboratori che realizzerò in futuro, Andy Superstar è una delle tessere che compongono il progetto di sperimentazione chiamato “Zigarte”. Sperimentazione che coinvolge due mondi bellissimi e sconfinati, l’infanzia e l’arte: mettendo a confronto realtà ed astrazione, tra  persone, cose e sogni, si vuole creare un “valore positivo” del pensare e del fare, capace di divenire “parte naturale” tra le altre parti “naturali” che costituiscono ogni differente e indispensabile attività umana”.

 

In che modo l’identità del bambino ne esce rafforzata?

“All’interno di un gruppo di bambini, chiamati sia all’ascolto che all’azione, l’affermazione di un semplice pensiero, la manifestazione di una volontà, la presa di coscienza di quel che si vuole e che si decide di fare, l’espressione di un impulso creativo e la condivisione dell’espressività altrui, sono l’incipit positivo che accompagna la “scoperta”…. L’identità partecipativa rafforzandosi, crea il”valore positivo” che in divenire diventa “valore positivo multiplo”.

 

Perché educare alla “ bellezza” (in senso artistico) i bambini?

“In accordo con chi afferma che l’arte spezza le barriere che separano gli esseri umani, Zigarte vuole costruirsi su questo fondamento “umano”, perché oltre a credere che l’arte non potrà mai avere fine, che essa è immaginazione illimitata e in divenire, sono convinta del fatto che essa debba essere rafforzata ed estesa alla vita collettiva, poiché oggi più di ieri, il progetto di una trasformazione sociale e culturale richiede la messa in circolo di più medium, e più valori, e ciò che si dovrebbe riconoscere all’arte, è proprio la sua capacità di esprimere l’esperienza di una interazione degli esseri umani con il loro ambiente. Tutto potrebbe avere inizio attraverso il motore della scoperta perché gli esseri umani nascono bambini”.

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